Maria Elisabetta Alberti Casellati

 

Carlo Tecce | 17 Giugno 2019

   
 

"Un politico deve sempre avere rispetto dei cittadini. Perciò mi lascia francamente molto sorpreso vedere affiancato, sul Fatto Quotidiano, il nome della presidente del Senato (o il suo staff) ad astruse pretese durante i loro recenti spostamenti su voli Alitalia”.  

Così il capogruppo M5S in Senato Stefano Patuanelli si è rivolto alla presidente Maria Elisabetta Casellati, la quale si è premurata di rispondere: “È successo di recente che venissi chiamata dalla saletta dell’aeroporto per imbarcarmi con gli altri passeggeri e che poi fossi costretta invece ad attendere, due ore una prima volta e mezz’ora l’ultima, prima del decollo.  

In tutti i casi mi sono ritrovata a discutere con gli altri passeggeri e a constatare che quella dei ritardi nei voli aerei è ormai una piaga. I comandanti hanno addotto ogni volta spiegazioni diverse: nel caso del volo Venezia-Roma del 10 giugno per ‘lavori in corso’, e nel Roma-Parigi del 12 giugno per traffico nell’aeroporto francese e condizioni meteorologiche avverse.  

Il tutto è ovviamente verificabile (…) Non fa parte del mio modo di agire né di rapportarmi usare privilegi impropri né mettere in difficoltà chicchessia. Non l’ho mai fatto prima e men che meno oggi”. 

Elisabetta Casellati, presidente del Senato, replica a un articolo del Fatto tramite una replica al senatore Stefano Patuanelli, capogruppo dei Cinque Stelle a Palazzo Madama.

Per l’occasione, replichiamo anche noi, cioè confermiamo ogni virgola di quanto scritto sabato 15 giugno. Ci sentiamo pleonastici nel farlo perché la presidente del Senato non ha rettificato alcunché. E non ha smentito i seguenti fatti

1.      L’avv. sen. Casellati aspetta in una saletta di salire per ultima sull’aereo e non al gate, provocando ritardi ai voli di linea, come accaduto per il Roma-Parigi del 12 giugno, il Venezia-Roma del 10 giugno (istituzionale? Non tornava al lavoro da casa?) e altri ancora.

2.      Il suo staff ha chiesto di rimuovere un passeggero pagante e di prima classe che, a sua insaputa, aveva un posto a un metro da quello della presidente del Senato.

3.      Una componente della sua delegazione ha occupato un posto di prima classe anche se non le spettava e, seduta alle spalle della presidente, ha ignorato le indicazioni degli assistenti di cabina.

4.      I collaboratori della Casellati chiedono di sistemare le sue valigie a imbarco ancora chiuso o di poter usufruire di tre cappelliere per la presidente, e pazienza per gli altri passeggeri con bagaglio a mano.

5.      Ora apprendiamo che la presidente si è trattenuta con dei comuni cittadini – e questo ci conforta – per discettare dei ritardi degli aerei. Che sfortuna: Alitalia nel 2019 è stata è la compagnia aerea più puntuale al mondo.

6.      Quanto riportato dal Fatto fa riferimento alle relazioni che i capiscalo di Alitalia di Fiumicino e di Venezia hanno inviato all’azienda e dunque compendia quello che è successo a terra e a bordo. Tema: la presidente Casellati. L’azienda ha risposto ai dipendenti in rivolta – senza citare la Casellati – ricordando che a nessuno vanno concessi privilegi, soprattutto se impattano negativamente sul servizio offerto ai passeggeri. Una sorta di “direttiva Casellati”. Comunque, a suo modo, una piccola riforma per il Paese. Buon viaggio.