Il gioco della “squalifica” di Salvini (il cazzaro verde)

 
     
 

 

Salvini vi ha convinto:

 

·         A squalificare prima il Sud e poi l’Italia tutta.

·         A squalificare i meridionali, i calabresi, i siciliani, i pugliesi, i napoletani.

·         A squalificare gli Italiani.

·         A squalificare la bandiera,

·         A squalificare la Festa dell'Unità, della Liberazione, della Repubblica.

·         A squalificare la Resistenza, i partigiani, la Costituzione.

·         Vi ha insegnato a squalificare la nazionale di calcio e a squalificare Roma.

·         Vi ha insegnato a squalificare i rom.

·         Vi ha insegnato a squalificare l'Europa Unita e i popoli europei.

·         Vi ha insegnato a squalificare i francesi, i tedeschi, i maltesi.

·         Quindi vi ha insegnato a squalificare la solidarietà, a squalificare gli esseri umani. A milioni.

·         Vi ha insegnato a squalificare gli africani, i mediorientali, i credenti in altre religioni.

·         A squalificare i poveri, a squalificare i migranti: anche se gli italiani sono tra i popoli che migrano di più al mondo.

·         Vi ha insegnato a squalificare le donne, indicandovene una nuova ogni giorno contro cui lanciarvi come cani senza più raziocinio.

·         Vi ha insegnato a squalificare Gino Strada, colpevole d'aver dedicato la sua vita a costruire ospedali in stati dove lo Stato non c'è.

·         Vi ha insegnato a squalificare Camilleri colpevole di pensiero.

·         A squalificare qualunque artista, qualunque cantante, qualunque scrittore, qualunque attore colpevole di non essere suo fan.

·         Vi ha insegnato a squalificare il successo degli altri.

·         Vi ha insegnato a trasformare tutta la vostra invidia e frustrazione in suoi voti.

·         Vi ha insegnato a squalificare chi è costretto a vivere sotto scorta perché ha avuto il coraggio di combattere la mafia, ma anche il coraggio di schierarsi contro di Lui.

·         Vi ha insegnato a squalificare qualunque professionista, medico, infermiere, cuoco, mediatore, traduttore, psicologo colpevole di aver lavorato nel sistema dell'accoglienza e dell'asilo previsti dalla Costituzione italiana.

·         Vi ha insegnato a squalificare la cultura, i professori, gli intellettuali.

·         Vi ha insegnato a squalificare i numeri, i fatti, i documenti.

·         Vi ha insegnato a squalificare i magistrati che non tradiscono la loro professione, che non tradiscono le leggi italiane, che non piegano le loro decisioni al suo volere, seppur consapevoli del linciaggio cui lui li sottoporrà sguinzagliando i suoi servi.

·         Vi ha insegnato a squalificare le ONG, a squalificare chi salva vite, a marchiarli come "complici dei trafficanti", o come trafficanti.

·         Vi ha insegnato a squalificare. Anche chi non avreste mai pensato di potere squalificare, perché da sempre, da tutti, riconosciuti come coloro che fanno la cosa giusta.

 

E invece è arrivato lui. A lavarvi la coscienza. A dirvi che no, loro non sono migliori degli altri, migliori di voi. Anzi, sono peggiori di voi. Lo fanno solo per farvi sentire peggio. Fanno i soldi i ricconi, sotto sotto c'è qualcosa. Sono figli di papà. Tranquilli. Fidatevi. Altro che solidarietà. Criminali, sono criminali.

 

Voi state davanti al televisore a sbavare davanti al Grande Fratello, a negare l'altruismo, la solidarietà, la cultura. Che ci penso io a voi, a trasformare ciò che non riuscite o non vi va di fare in un vostro nemico. Da squalificare.

 

E voi squalificate. Perfino il Papa, perché colpevole di ricordarvi le parole del Cristo in cui credete. E che squalifichereste, come buonista e amico dei trafficanti, se fosse oggi qui.

 

E lui vi dice "squalificate". Perché questo porta voti facili al potere. L'odio trasforma i popoli in bestie senza più ragione. L'odio distrae i popoli dai soldi che intanto spariscono, dalle promesse non mantenute, dalle bugie svelate, dai fallimenti che si inseguono.


E alla fine solo uno ci guadagna. Col guinzaglio in mano. Pronto ad aizzare il popolo contro il prossimo nemico.