F35, Iran e Venezuela: Salvini cerca la benedizione di Trump

   
 

Il leader leghista si schiera sulle posizioni di Washington per dimostrarsi affidabile 

Valentina Celi | 18 Giugno 2019

 Matteo Salvini vuole rassicurare gli Stati Uniti che per lungo tempo lo hanno guardato con sospetto, perché troppo vicino alla Russia di Vladimir Putin.  

“L’Italia è il più solido e coerente alleato degli Usa”, spiega il leader leghista durante il suo viaggio a Washington che ha lo scopo di dimostrare l’affidabilità atlantica di quello che ora è il primo partito italiano.  

Nella conferenza stampa dopo l’incontro col segretario di Stato Mike Pompeo, Salvini si schiera con gli Usa su tutti i dossier di politica estera, con posizioni più nette di quelle ufficiali del governo Conte: “Con l’amministrazione Usa abbiamo una visione comune su Iran, Libia, Medioriente, diritto di Israele ad esistere, Venezuela, e verso la pre-potenza cinese verso l’Europa e l’Africa”.  

Anche sui caccia F35, tanto contestati dai Cinque Stelle come simbolo di una spesa pubblica discutibile, Salvini è con gli americani: “Gli accordi sottoscritti non si possono rimangiare.

Investire in ricerca coinvolgendo forza lavoro italiana è utile”. L’unica sfumatura è sul rapporto con la Russia: “Sarebbe un errore strategico allontanarla dall’Occidente per lasciarla all’abbraccio della Cina”. 

Per Donald Trump l’Unione europea non è certo un priorità, come ha dimostrato il suo ultimo viaggio a Londra, con tanto di spot per una Brexit rapida e netta.

Salvini è sulla stessa linea di ostilità all’Ue, nonostante i tentativi di dialogo del premier Conte: “Non si pensi di trattare l’Italia come la Grecia.

Noi puntiamo a convincere la Commissione con numeri, buon senso e cortesia. Altrimenti le tasse le tagliamo lo stesso agli italiani”. E la flat tax diventa “una manovra trumpiana”. 

Il vicepremier leghista è un fan di Trump dalla campagna presidenziale 2016 (c’è anche una loro foto insieme).

Negli Usa, però, il protocollo prevede che incontri soltanto il vicepresidente Mike Pence. “Una cosa alla volta: sono il vice e incontro il vice”.  

Come a dire: datemi tempo, al prossimo giro andrò alla Casa Bianca. Partendo da palazzo Chigi.