Sulla vicenda del tabaccaio che ha sparato al ladro

   
 

Il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando invita alla prudenza, affermando che “non sappiamo ancora quale sia il foro di ingresso e quello di uscita del proiettile”, e aggiungendo che “dobbiamo ancora confrontare l’esito dell’autopsia con la perizia balistica. E, soprattutto, dobbiamo trovare ancora i proiettili”. 

Stiamo parlando dell’esito dell’autopsia, reso noto oggi, 11 giugno, effettuata sul corpo di Ion Stavila.

Per il medico legale Roberto Testi, che ha eseguito l’esame questa mattina a Strambino, il giovane sarebbe stato freddato da un unico colpo di pistola, che lo ha colpito nella parte destra del cuore che è stato esploso dall’alto e alle spalle, e che lo ha lasciato a terra sul marciapiede all’esterno del negozio.
Anche su questo punto però la Procura precisa: “Un colpo preciso che ha raggiunto la parte destra del cuore consente al ferito di compiere qualche passo prima di morire. Di conseguenza, il ventiquattrenne potrebbe essere stato raggiunto dalla pallottola in un punto diverso rispetto a quello dove è stato trovato cadavere”.

Sono assolutamente d’accordo con il procuratore di Ivrea, e’ inutile fare illazioni o promuovere verita’ non dimostrate con le indagini ancora in corso. In situazioni del genere bisogna agire con estrema prudenza e non lasciarsi coinvolgere da emozioni. 

Pero’ qualche considerazione sulle affermazioni di Salvini e sul sostegno incondizionato da parte della popolazione, voglio farla, partendo proprio dalla tesi del medico legale, che assumo come assolutamente affidabile, del colpo esploso dall’alto e alle spalle.

1 – Reputo molto grave che il ministro degli interni Matteo Salvini, a conoscenza della possibilita’ che il malvivente sia stato ucciso con un colpo alle spalle mente fuggiva, abbia dichiarato “io sto sempre con l’aggredito, mai con l’aggressore”.

Immagino si riferisca al fatto precedente, quando il ladro ha tentato di rubare nella tabaccheria, perche’, nel caso specifico, l’aggredito e’ il ladro (stava fuggendo) e l’aggressore e’ il tabaccaio (ha esploso dei colpi di pistola).

2 – Le manifestazione di piazza in solidarieta’ del tabaccaio ci stanno pure, ma l’affermazione “Ha sparato dal balcone ? Lo farei anch’io” non mi va bene. 

Queste due posizioni, molto piu’ grave quella del ministro in quanto rappresentante delle istituzioni, sono completamente slegate dalla polemica sulla legittima difesa e trascendono soprattutto dal “grave turbamento”, per entrare in un campo molto diverso: la vendetta. 

Il ministro e parte della popolazione ritengono che a un ladro in fuga si possa sparare alla schiena. Cio’ significa condannare a morte senza processo e giustiziare sommariamente il ladro direttamente dalla vittima del furto. Questa e’ semplice vendetta !

Il nostro ordinamento giudiziario non prevede la pena di morte neppure per reati piu’ gravi del furto. Il comportamento dei manifestanti e del ministro vanno considerati come eversivi e incostituzionali.

L’art. 27 della nostra Costituzione recita: “L’imputato non e’ considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita’ e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non e’ ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. 

Non si tratta piu’ di discutere su come difendere la proprieta’ privata e nemmeno esprimere un’opinione sull’opportunita’ di agevolare o meno il possesso di armi, qui si tratta di rispondere a due semplici quesiti:  

·         sei favorevole all’introduzione della pena di morte per il reato di furto quando il malvivente viene colto in flagrante ?

·         E in subordine: sei d’accordo che l’esecuzione della pena capitale sia affidata alla vittima del furto ? 

Tutto cio’ e’ chiaramente provocatorio, pero’ tocca il vivo della questione: uccidere un ladro che fugge non puo’ essere definito difesa, quindi va giustificato con altre motivazioni. 

Chi e’ favorevole al possibile omicida, rispondendo si alle domande poste, dovrebbe anche battersi per cambiare la Costituzione e reintrodurre la pena di morte allargandola al furto. 

Ritengo pessimisticamente che ci saranno masse disposte a sostenere questo rovesciamento di principi.